Dove finiscono i soldi pubblici? Per legge quasi tutto dovrebbe essere consultabile. In pratica l'informazione è frammentata, dispersa in migliaia di portali e difficile da leggere per chi non è del mestiere.
Trasparenza.ai mette insieme tre prospettive parziali e complementari, e dichiara quali sono i loro limiti:
- Spesa per appalti: 4.630.690 contratti ANAC, dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2025. Racconta cosa la PA compra dai privati.
- Investimenti PNRR: 329.447 progetti dall'estrazione Italia Domani del 13 giugno 2026.
- Bilancio dello Stato: la serie storica di spese, entrate, deficit e interessi, su /bilanci.
Cosa manca. I bilanci consuntivi dei Comuni non sono in archivio: 0 righe. Senza di essi non si può dire come ogni Comune utilizza le proprie risorse, ma solo che cosa acquista. Il 13,7% dei contratti non e attribuito ad alcun Comune e il 53,5% non ha un fornitore collegato: la somma delle schede comunali non coincide con il totale nazionale, e ogni vista su chi incassa copre meno della meta dei contratti.
I tre livelli della spesa pubblica
Spesa statale: bilancio dello Stato, ministeri, agenzie nazionali, gestita dalla Ragioneria Generale dello Stato.
Spesa regionale: 20 regioni più 2 province autonome, con la sanità come voce dominante.
Spesa locale: comuni, province, città metropolitane. È la più vicina al cittadino e anche la più frammentata da seguire.
Categorie di spesa in un comune tipo
- Personale: stipendi di dipendenti e dirigenti.
- Servizi: pulizie, mense, vigilanza, manutenzioni, trasporti.
- Investimenti: opere pubbliche, ristrutturazioni, acquisti.
- Trasferimenti: ad altri enti, a imprese, a cittadini.
- Rimborso prestiti: quota capitale più interessi.
Di queste, oggi Trasparenza.ai osserva soprattutto la parte che passa dai contratti pubblici. È una fetta importante della spesa, non la sua totalità.