L'affidamento diretto è la procedura con cui una pubblica amministrazione sceglie direttamente l'impresa a cui affidare un lavoro, una fornitura o un servizio, senza una gara competitiva aperta. È legale sotto determinate soglie di importo, ma riduce la concorrenza: per questo la sua diffusione è uno degli indicatori più leggibili sugli appalti.
Trasparenza.ai calcola, a partire dai dati ANAC, quanto ogni Comune ricorre all'affidamento diretto. Il dato è pubblicato nella scheda di ciascuno dei 7.894 Comuni italiani.
Il dato nazionale, misurato
- 3.422.473 contratti su 4.630.690, cioè il 73,9%, risultano affidati in via diretta. Il conteggio comprende tutte le varianti della procedura registrate da ANAC: affidamento diretto semplice, in adesione ad accordo quadro o convenzione, a società in house, per varianti contrattuali.
- Sopra i 40.000 euro la quota scende: 1.205.976 contratti su 2.047.970, cioè il 58,9%.
- Misure del 02/09/2026. Dati ANAC dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2025: ANAC non ha ancora pubblicato i dataset CIG del 2026.
Il 13,7% dei contratti non e attribuito ad alcun Comune e il 53,5% non ha un fornitore collegato: la somma delle schede comunali non coincide con il totale nazionale, e ogni vista su chi incassa copre meno della meta dei contratti.
Perché non pubblichiamo una quota separata per il PNRR
Fino al 2 settembre 2026 questa pagina dichiarava una percentuale di affidamento diretto sui contratti legati al PNRR. Quel numero non era vecchio: non era calcolabile. L'archivio dei contratti proviene interamente da ANAC e non contiene nessun campo che colleghi un contratto a un progetto PNRR, e i progetti PNRR che riceviamo da Italia Domani non riportano il CIG dei contratti con cui sono stati eseguiti. Finché manca quel collegamento, la quota non si può misurare e quindi non la pubblichiamo.
Quando si può fare un affidamento diretto
Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) consente l'affidamento diretto sotto soglie definite: fino a 140.000 euro per servizi e forniture e fino a 150.000 euro per i lavori, con obblighi di motivazione e rotazione dei fornitori. Sopra queste soglie servono procedure negoziate o aperte con più operatori. L'affidamento diretto, quindi, non è di per sé irregolare.
Perché conta per i cittadini
Una quota alta di affidamento diretto significa meno confronto tra offerte, con potenziale impatto su prezzi e qualità. Non è una prova di irregolarità: è il punto di partenza di una verifica. Confrontare la percentuale del proprio Comune con la media nazionale aiuta a capire se merita attenzione.
Come vederlo per il tuo comune
Cerca il tuo Comune su Trasparenza.ai: nella scheda trovi la quota di affidamento diretto sul totale dei contratti registrati, il confronto con la media nazionale e i segnali statistici calcolati sui contratti. Tutti i dati derivano dalla banca dati ANAC e sono verificabili alla fonte.