⚖️ appalti

Affidamento diretto: il dato misurato, comune per comune.

Quanti contratti pubblici sono assegnati senza gara: il 73,9% dell'archivio ANAC 2020-2025, misurato il 02/09/2026.

Contratti in affidamento diretto (ANAC 2020-2025)
73,9%

L'affidamento diretto è la procedura con cui una pubblica amministrazione sceglie direttamente l'impresa a cui affidare un lavoro, una fornitura o un servizio, senza una gara competitiva aperta. È legale sotto determinate soglie di importo, ma riduce la concorrenza: per questo la sua diffusione è uno degli indicatori più leggibili sugli appalti.

Trasparenza.ai calcola, a partire dai dati ANAC, quanto ogni Comune ricorre all'affidamento diretto. Il dato è pubblicato nella scheda di ciascuno dei 7.894 Comuni italiani.

Il dato nazionale, misurato

Il 13,7% dei contratti non e attribuito ad alcun Comune e il 53,5% non ha un fornitore collegato: la somma delle schede comunali non coincide con il totale nazionale, e ogni vista su chi incassa copre meno della meta dei contratti.

Perché non pubblichiamo una quota separata per il PNRR

Fino al 2 settembre 2026 questa pagina dichiarava una percentuale di affidamento diretto sui contratti legati al PNRR. Quel numero non era vecchio: non era calcolabile. L'archivio dei contratti proviene interamente da ANAC e non contiene nessun campo che colleghi un contratto a un progetto PNRR, e i progetti PNRR che riceviamo da Italia Domani non riportano il CIG dei contratti con cui sono stati eseguiti. Finché manca quel collegamento, la quota non si può misurare e quindi non la pubblichiamo.

Quando si può fare un affidamento diretto

Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) consente l'affidamento diretto sotto soglie definite: fino a 140.000 euro per servizi e forniture e fino a 150.000 euro per i lavori, con obblighi di motivazione e rotazione dei fornitori. Sopra queste soglie servono procedure negoziate o aperte con più operatori. L'affidamento diretto, quindi, non è di per sé irregolare.

Perché conta per i cittadini

Una quota alta di affidamento diretto significa meno confronto tra offerte, con potenziale impatto su prezzi e qualità. Non è una prova di irregolarità: è il punto di partenza di una verifica. Confrontare la percentuale del proprio Comune con la media nazionale aiuta a capire se merita attenzione.

Come vederlo per il tuo comune

Cerca il tuo Comune su Trasparenza.ai: nella scheda trovi la quota di affidamento diretto sul totale dei contratti registrati, il confronto con la media nazionale e i segnali statistici calcolati sui contratti. Tutti i dati derivano dalla banca dati ANAC e sono verificabili alla fonte.

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Domande frequenti

Quando si può fare un affidamento diretto?

Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) consente l'affidamento diretto sotto soglia: fino a 140.000 euro per servizi e forniture e fino a 150.000 euro per i lavori, con obbligo di motivazione e rotazione dei fornitori. Sopra queste soglie servono procedure competitive con più operatori economici.

Cosa significa affidamento diretto da parte del comune?

Significa che il comune sceglie direttamente l'impresa a cui affidare un lavoro, una fornitura o un servizio, senza pubblicare una gara aperta a tutti. È una procedura legale sotto le soglie di legge, ma con meno concorrenza rispetto alle procedure aperte. Trasparenza.ai misura quanto ogni comune la usa.

Qual è la soglia dell'affidamento diretto per i comuni nel 2026?

Con il D.Lgs. 36/2023 le soglie sono 140.000 euro per servizi e forniture e 150.000 euro per i lavori. Sotto questi importi il comune può procedere con affidamento diretto motivato; sopra, deve ricorrere a procedure negoziate o aperte con più operatori.

Quanti contratti pubblici italiani sono in affidamento diretto?

Nell'archivio ANAC di Trasparenza.ai sono 3.422.473 su 4.630.690, cioè il 73,9%, misurati il 02/09/2026. Sopra i 40.000 euro la quota è del 58,9%. La copertura va dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2025.

L'affidamento diretto è una procedura irregolare?

No. È una procedura prevista e legale sotto le soglie di legge. Trasparenza.ai la tratta come misura statistica: la regola attiva segnala i Comuni in cui oltre il 60% dei contratti del Comune risulta affidato in via diretta, con almeno 5 affidamenti diretti e almeno 3 contratti registrati. Un segnale non è un accertamento di irregolarità.