Soldi pubblici · Finanziamento della politica

Chi finanzia la politica.

Partiti, candidati e movimenti vivono anche di donazioni di privati e aziende. La legge impone di renderle trasparenti sopra certe soglie. Ecco le regole, chi pubblica i dati, e dove cercare chi ha finanziato chi.

Le regole, in breve

Il finanziamento alla politica in Italia è regolato da una serie di leggi (la 195/1974, la 659/1981 e successive), rafforzate dalla cosiddetta legge "Spazzacorrotti" (legge 9 gennaio 2019, n. 3), che ha aumentato la trasparenza. I punti chiave:

500 €
Sopra questa soglia (per anno, per donatore) il contributo va registrato e reso tracciabile.
3.000 €
Oltre questa cifra è vietato il finanziamento in forma anonima: il donatore deve essere identificabile.
Pubblicazione
I partiti pubblicano l'identità dei finanziatori rilevanti e i rendiconti annuali.
2 per mille
I cittadini possono destinare il 2 per mille dell'IRPEF a un partito, in alternativa ai contributi privati.

Chi pubblica i dati

Cosa si può trovare

Come cercarle

Il punto di partenza ufficiale è il portale Open Data della Camera dei Deputati, che pubblica i rendiconti dei partiti. Per i contributi più recenti, vanno consultati anche i siti dei singoli partiti, dove la legge impone la pubblicazione dei finanziamenti rilevanti.

Perché non li aggreghiamo (ancora)

I dati sul finanziamento politico sono sparsi tra il portale della Camera, i rendiconti in PDF dei singoli partiti e le comunicazioni al Garante, con formati non uniformi e aggiornamenti irregolari. Costruire un quadro completo e affidabile richiede un lavoro di raccolta e normalizzazione dedicato.

Preferiamo non pubblicare numeri parziali o non verificabili. Su questa pagina spieghiamo come funzionano le regole e dove cercare i dati alla fonte ufficiale, in attesa di poterli aggregare con la qualità che un tema così delicato merita.

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